giovedì 18 dicembre 2014

Pure la mafia ha abbandonato Bagheria?


A Bagheria il Comune è in dissesto finanziario. Non ci sono soldi per niente. Nelle scuole i professori danno la caccia ai topi di nascosto dagli studenti perchè non ci sono soldi per le disinfestazioni. I vigili urbani hanno le divise logore e ormai le lasciano a casa per non fare brutta figura (1). L'immondizia rimane sulle strade per settimane e ormai fa parte del paesaggio. D'altro canto, le persone sono sempre più disperate. Ad ogni angolo c'è una macchina, un carrettino, un banchetto, perchè tutti si sono messi a vendere frutta e verdura abusivamente per portare a casa qualche euro al giorno. 

Una volta si è sparsa la voce che volevo candidarmi al consiglio comunale. Cominciarono a presentarsi alla mia porta decine di persone che volevano parlarmi. Gente dalla faccia orribilmente scavata oppure orribilmente flaccida. Organizzai una sala d'aspetto con tanto di sedie, divani e riviste. Ma la stanza si affollò rapidamente e i posti a sedere non bastavano mai. La gente stava in piedi, giorno dopo giorno sempre più numerosa, stretti come sardine. Era il dannunziano Grigio Diluvio Democratico pienamente realizzato. E c'era puzza. Un paio svennero per il tanfo e per la mancanza d'ossigeno. 

Poi si formò una fila davanti casa mia, una fila lunga lunga che occupò per intero la strada dove abito e bloccò il traffico per settimane. Io intanto ascoltavo tutti e sentivo quello che avevano da dirmi. Gli avevano detto che volevo entrare in politica e venivano a chiedermi lavoro. Volevano lavoro da me. E, giorno dopo giorno, si moltiplicarono le scene pietose, le implorazioni, i pianti e le urla. Volevano lavoro da me ma io non volevo assolutamente buttarmi in politica. Io stavo bene nella mia condizione di Laureato Senza Lavoro. Avevo tutti gli alibi del mondo per restare felicemente infelice. 

Ma comunque. In paese si erano sparse voci sbagliate. E il punto era che non avevo il coraggio di dirgli che neanch'io potevo dargli speranza e dunque passavo le mie giornate ad ascoltarli. Ancora oggi, passate le elezioni, mi vengono a trovare e continuano a chiedermi lavoro. E ancora oggi non ho ancora avuto il coraggio di dirgli che per loro non c'è speranza.

Sono tutti operai edili, questi disperati. Oppure forestali e precari della pubblica amministrazione che hanno paura di perdere il loro stipendio. Oppure gente licenziata in tronco da qualche azienducola che in un modo o nell'altro succhiava soldi dal settore pubblico. Qui in Sicilia ci hanno campato alla grande, con cemento e soldi pubblici, spolpando i territori e i bilanci regionali e sminchiando tutto quello che c'era da sminchiare, fisicamente e metaforicamente. Ora però Signori Mie La Pacchia E' Finita. E sono cazzi. La classe dirigente politico-mafiosa ha rovinato questo posto almeno per i prossimi 20 anni. Cioè quello che ancora chiamano “il nostro futuro”. Ah ah ah. (2)

Intanto le macchine bruciano la notte. Continuano a bruciare, a Bagheria (3). E il Potere è sempre più selvaggio e violento. O forse è selvaggio e violento come sempre, che ne so. Forse i criminali e i malacarne organizzati fanno come hanno sempre fatto, in un modo o nell'altro: spadroneggiano, intimidiscono, fanno paura, comandano. Però c'è una novità. A quanto pare c'è crisi pure nella mafia. Fioccano i pentiti e - pensa te – questi pentiti dicono che la famiglia mafiosa di Bagheria ha “problemi economici.” Manco riescono a pagare come di giusto le famiglie dei detenuti. Che vergogna, mamma mia. Pure la mafia è in crisi. Pure la mafia ci ha abbandonato. Me lo dicono spesso i disperati che affollano la mia sala d'aspetto. Negli anni '70 e '80 sai quanto lavoro c'era? Un mare di lavoro! (Bagheria era a suo modo una città ricchissima, grazie all'edilizia mafiosa, alle assunzioni pubbliche e al business degli agrumi. Nel '77, per dire, era la città italiana con il maggior numero di automobili per abitanti). Ora che diamine fa la mafia? Si è messa a fare soldi con la finanza e ha lasciato i territori nella crisi più nera? Ci hanno abbandonato tutti, veramente tutti? (4) Me lo chiede l'ex operaio edile disoccupato che aspetta risposte da me e ci crede sinceramente che Io possa dargli risposte, perchè io sono Laureato.

E poi piange, l'operaio edile disperato – prima di allora non avevo mai visto un uomo di 60 anni piangere in quel modo, davanti a me – piange e si incazza, si incazza con Me. Prende il mio smarphone e me lo scaraventa a terra. Dice che la colpa è pure mia. Poi apre la porta e la scardina con una forza che io non immaginavo. Entra nella sala d'aspetto e prende a pugni tutti quelli che sono là. Nasce una rissa furibonda. Poveri contro poveri. Disperati contro disperati. Si ammazzano fra di loro. A pugni. A calci. A morsi. Io ricompongo i pezzi del mio smartphone. C'è lo schermo danneggiato ma funziona ancora. Vado sul sito di Easy Jet e prenoto. Me ne vado a Londra a fare il cameriere. Raggiungo tanti miei coetanei.

I miei coetanei che invece restano qui si annoiano terribilmente e tirano a campare. Saltellano tra i vari stadi di depressione e scoraggiamento esistenziale e poi, quando stanno bene, perdono il loro tempo ad attendere qualcosa che puntualmente non arriva. 

Si sono presi la passione dei videogiochi di guerra, i miei coetanei che invece restano qui. Call of duty. Medal of Honor. Battlefield. Warhammer. Gli piace la guerra. A volte scherzano e dicono che ci vorrebbe una guerra, almeno così la finiamo di annoiarci terribilmente e tirare a campare. Poi bevono il loro superalcolico costosissimo, guardano l'ennesima foto su Facebook, parlano per l'ennesima volta dell'ennesima cosa che non esiste, fanno per l'ennesima volta i Felicemente Infelici. E ripetono: cazzo, ci vorrebbe una guerra. E adesso sembrano non scherzare più, anche se di questo non ne sono sicuro al 100%. 

NOTE


1) Quella dei vigili l'ha scritta Angelo Gargano su BagheriaNews. Durante una cerimonia pubblica “i nostri vigili, al di là del loro personale merito, sembravano degli straccioni accanto alle altre forze di Polizia in divisa; persino i volontari della Protezione civile erano vestiti con grande decoro e fiammanti abiti”.

2) A Bagheria, per esempio, hanno fatto 60 milioni di debiti con una quantità enorme di sprechi clientelistici perpetrati negli ultimi decenni, primo tra tutti un consorzio rifiuti - il Coinres (crimine dei crimini) – in cui i politici hanno “infilato” più gente possibile fino a farlo scoppiare. Il fatto è che i politici nostri, Sant'Uomini, ci hanno sempre provato a risolvere il problema della disoccupazione, ma evidentemente si sono fatti male i conti. 
Ora a Bagheria il sindaco è un ragazzo mio coetaneo, Patrizio Cinque (2-bis), del Movimento5Stelle, che probabilmente hanno fatto vincere perchè così se la prende lui questa Bella Patata Bollente di Bagheria in pieno e spaventoso Dissesto Finanziario. E ci si brucia ben benino le mani, Patrizio Cinque, con questa Bella Patata Bollente, e ci si brucia pure tutto il resto. “Agnello sacrificale” l'hanno chiamato. E chissà che non sia la definizione giusta. In pratica gli stanno facendo fare tutto il cosiddetto Lavoro Sporco che nessuno vuole fare. Chi affronta le facce impaurite dei precari del Comune che rischiano di essere licenziati? Chi affronta questa cosa terribile che si chiama Questione Rifiuti, o meglio: chi glielo dice ai quasi 200 lavoratori licenziati che sono solamente Carne Elettorale e che li hanno truffati e che non si può ma proprio non si può più farli lavorare? Chi se le prende le minacce, le urla e, se possibile, cose ancor più gravi (2bisbis)? Chi suda e trema quando arrivano le bollette, le sanzioni, le missive degli Organi Superiori? Chi si occupa delle bare del cimitero che non c'è più posto dove metterle (2-ter)? Chi gestisce Museo Guttuso perchè costa troppo e rischia di chiudere (2-quater)? Tutti Cazzi Suoi. 

2-bis) Guarda il video del Corriere. I cento passi del sindaco ragazzinoLa foto nell'evento per il primo mese di sindacatura, Patrizio Cinque che si presenta con la maglietta dei Queen. (La Voce di Bagheria).

2-bisbis) Su Dissesto e Coinres leggi il dossier di StupeFatti Blog. Sul Coinres, questo comunicato è importante. I dipendenti Coinres passano al contrattacco: Il silenzio è durato fin troppo (La Voce di Bagheria). Settembre. Cresce la tensione sui rifiuti, lanci di ghiaia e minacce contro l'assessore Atanasio (La Voce di Bagheria). Pesanti minacce alla giunta (La Voce di Bagheria). Operai del Coinres assediano Palazzo Butera e minacciano sindaco e assessore (BagheriaNews). La versione dei dipendenti: Solo qualche parola di troppo, istigati (BagheriaNews). Lecardane: Minacce Coinres sono mafiose (La Voce di Bagheria). Le scuse dei dipendenti (La Voce di Bagheria). Marcia di solidarietà per il sindaco (La Voce di Bagheria). Minacce rifiuti e clan, in piazza con il sindaco (Repubblica). Come un viaggio al termine della notte (GuidaSicilia). Nessuno tocchi Patrizio (Beppe Grillo). Bagheria non deve vivere in ginocchio (GuidaSicilia). Cronache di un corteo tutto bagherese (Apertura a Strappo). 

2-ter) Gran bella grana quella del cimitero. L'ultima è questa intervista di BagheriaNews, a limite tra il tragico e il grottesco. Una storia di bare cambiate di posto. "Giuseppina Caruso: non avrò pace sin quando non saprò dove è sepolta mia madre". E pure sul Giornale di Sicilia: "Non trova la bara della suocera. Giallo a Bagheria. La salma viene ritrovata nel gennaio 2014. Leggi l'articolo di BagheriaNews. La vicenda delle bare bruciate con i corpi dentro ha provocato la caduta dell'ex sindaco Lo Meo e, con la nuova sindacatura del M5S, si è tinta (ancor di più) di toni cupi. A fine giungo infatti vengono dati alle fiamme - guarda che casualità - TUTTI i documenti presenti in un archivio del cimitero (La Voce di Bagheria). Qui uno splendido approfondimento di Angelo Gargano su BagheriaNews in cui si fa il punto della situazione: mercato nero per i loculi, cimitero come business, intimidazioni, violenza e profitti. Un "bubbone da estirpare". Ad Ottobre l'Amministrazione annuncia l'ampliamento del cimitero con la creazione di nuovi loculi (La Voce di Bagheria). Qui un altro approfondimento di BagheriNews in occasione della celebrazione dei defunti. "L'annus horribilis del cimitero, tra bare bruciate ed emergenza sepolture". E su Il Fatto Bagherese "Cimitero al collasso, bare pure nell'ufficio dei custodi". 18 novembre. 


3) 1 dicembre. Brucia l'ennesima automobile, in contrada Monaco. Scrive BagheriaNews: "Sono già una decina negli ultimi due mesi, le auto andate a fuoco a Bagheria: gli episodi più inquietanti nelle ultime due settimane, allorchè ad essere incenediate sono state ben tre auto appartenenti alla famiglia dell'avvocato penalista Rosalia Zarcone, ed una Fiat Uno che ha preso fuoco proprio davanti ad una attività commerciale, Dolce Forno. Gli inquirenti cercano di capire se si tratta di messaggi intimidatori legati al pizzo, e quindi riconducibili ad un'unica matrice, o se gli episodi nascano da motivazioni diverse". 11 dicembre. Bagheria, incendiata una macchina e un negozio nella notte (BlogSicilia). Il 4 dicembre bruciate tre macchine riconducibili alla famiglia di un avvocato (BagheriaNews). 22 dicembre. A fuoco un negozio al Corso Butera e due macchine (GdS). E poi, vabbè, il dossier di StupeFatti Blog sull'argomento-fuoco.

4) La mafia è in crisi? In realtà non si capisce bene. Comunque aumentano le aziende sequestrate per mafia (4-bis). E cosa fanno di norma queste aziende sequestrate? Falliscono. Ogni fallimento è una vittoria della mafia, come ha scritto bene Giacomo di Girolamo.  E hai voglia di dire “Quando c'eravamo noi stavate bene, adesso che ci hanno sequestrato l'azienda siete tutti in mezzo alla strada”. A tal proposito è interessante questa inchiesta di Pino Maniaci su Telejato. “I beni confiscati sono circa 12.000 in Italia; di questi più di 5000 sono in Sicilia, circa il 40%. La maggior parte nella provincia di Palermo. Si parla di un business di circa 30 miliardi di euro, solo qui a Palermo. Questi beni sotto sequestro vengono affidati a un amministratore giudiziario scelto dal giudice del caso, che dovrebbe gestirlo mantenendolo in attività e tenerlo agli stessi livelli che precedevano il sequestro. Questa fase di sequestro secondo la legge modificata nel 2011 non deve superare i 6 mesi, rinnovabile al massimo di altri 6, (…) Purtroppo la legge non viene applicata: il bene non viene mantenuto nello stato in cui viene consegnato alle autorità, né vengono rispettate le tempistiche. In media il bene resta sotto sequestro per 5-6 anni, ma ci sono casi in cui il tempo si prolunga fino ad arrivare a 16 anni. L’albo degli amministratori competenti che è stato costituito nel gennaio 2014 per legge dovrebbe essere la fonte da cui vengono scelti questi soggetti: in base alle competenze e alle capacità. Ma la scelta è arbitraria, effettuata dai giudici della sezione delle misure di prevenzione. Ritroviamo molto spesso la solita trentina di nomi, che amministrano decine di aziende e imprese. E non per capacità, perché la maggior parte di quei beni falliscono durante la fase di sequestro". Ma c'è di più. “La dichiarazione di fallimento e la messa in liquidazione dei beni confiscati è la strada più facile per gli amministratori, perché li esonera dall’obbligo della rendicontazione e consente loro di “svendere” mezzi, attrezzature, materiali, anche con fatturazioni non conformi al valore reale dei beni, girando spesso gli stessi beni ad aziende collaterali legate agli amministratori giudiziari. La pratica di vendere parti delle aziende stesse mentre sono ancora sotto sequestro, è abbastanza consolidata, e ci si ritrova con aziende svuotate e distrutte ancor prima del giudizio definitivo, che sia di confisca o di dissequestro”. Leggi pure questa inchiesta di Repubblica: “Il fallimento delle ex aziende mafiose”. 

4-bis) A Bagheria ultimamente hanno sequestrato uno dei bar più importanti. Il Gelato In.  A marzo il bar, sempre più deserto dopo il sequestro, viene colpito da un violento atto vandalico a base di mazze, vetri sfondati e roba scassata. Leggi la notizia su BagheriaNews.

5) 5 giugno 2015. Da Facebook. 
La #mafia, in provincia di #Palermo, fa parte della classe dirigente da più di due secoli. Dove c'è potere c'è mafia. La nostra mafia è la più antica e radicata di tutto il mondo, ha sempre avuto un rapporto organico con il potere politico ed economico, più delle altre province siciliane, più degli Usa, più di Napoli e Bari, più di Roma e Milano (Ieri ho sentito, da una signora perbene, una vecchia bacucca professoressa in pensione, oppure moglie di un qualche dirigente regionale, durante un dibattito sulla mafia: "Si, però a Milano c'è pure la mafia, mica solo a Palermo". Che gran minchiata da gente fuori dal mondo). 
Se non si capisce che importanza hanno gli imprenditori e di coloro che reggono le fila di tantotanto denaro - come Raspanti, imprenditore edile di #Bagheria e padrone del GELATO IN, che se non sbaglio era pure nella dirigenza del BAGHERIA - non si capisce cos'è la mafia. 
E hai voglia di fare manifestazioni antimafia, slogan, foto su Facebook, lamafiaèunamontagnadimerda eccetera eccetera. Tutte parole al vento.
La notizia è questa.

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