martedì 20 maggio 2014

Sciacalli, criminali e sfruttatori. Bagheria in dissesto per colpa del clientelismo


Dissesto finanziario. In piena campagna elettorale per l'elezione del prossimo sindaco e consiglio comunale, il Comune di Bagheria viene finalmente dichiarato in dissesto (1). I prossimi saranno anni di lacrime e sangue per tutti. Servizi pubblici ridotti al minimo. Aumenteranno le tasse. Si è ritardati due anni prima di dichiararlo, questo benedetto dissesto. Nessuno voleva prendersi la responsabilità. Il consiglio comunale ha preferito suicidarsi - con una plateale mozione di sfiducia che ha mandato tutti a casa - piuttosto che avere le palle di firmare un documento del genere. Ci è voluta una commissaria esterna (la dott.ssa Michela Lo Iacona) per fare quello che si doveva fare. Evidentemente per dire la verità, a Bagheria, e agire secondo la verità, sempre in questa fettina di Sicilia chiamata Bagheria, ci vuole gente di fuori. Ma quali sono le cause di questo dissesto? Nel 2012 l'allora sindaco Lo Meo dichiarava: la voragine più grossa è quella delle assunzioni. "Penso al Coinres" diceva (2). Il Coinres, ovvero il consorzio rifiuti della zona. Il crimine finale che ha distrutto il futuro di questa terra. Il Coinres che durante l'ultimo decennio è stato gestito dai sindaci di 22 comuni della provincia di Palermo. E questi ce l'hanno messa tutta per "infilare" più persone possibili. Per far lievitare i costi. Per fare tantitantitanti favori. Per produrre circa un centinaio di milioni di euro di debitiDebitiDebitiDebiti. E ora Bagheria crolla sotto il suo peso. E mezza provincia di Palermo, chi più chi meno, è combinata così. Il popolo se le merita, certe legnate. Ma capirà? Capirà che questo dissesto - e quello che ne conseguirà - sono l'effetto del clientelismo? Capirà che il clientelismo è il crimine più schifoso che esista in politica? Che - moralmente e strutturalmente - è molto peggio della corruzione? Che il clientelismo è compravendita delle illusioni, sfruttamento del disagio sociale, sciacallaggio vero e proprio? (3) 

Di seguito alcuni vecchi appunti per una dissertazione sul clientelismo. Così, tanto per provare a capire cosa ci ha governato negli ultimi decenni. 



I - DEFINIZIONE DI CLIENTELISMO


Clientelismo è l'elargizione discrezionale di un favore - da parte della politica clientelare che ha amministrato la Sicilia negli ultimi 30 anni - con conseguente sistema ricattatorio che si basa sul disagio sociale e sul precariato inteso in senso lato.

In politica il concetto di favore, e il privilegio più o meno temporaneo derivato dal favore, è l'anticamera dell'annullamento della democrazia effettiva e dello stato di diritto.

II - DIVIDI E COMANDA


Clientelismo è favorire arbitrariamente qualcuno rispetto a un altro.

Si creano così due classi contrapposte: i favoriti e i non favoriti. 

O meglio: 

1 - I favoriti e i non favoriti che sperano ancora di diventare favoriti 
2 - I favoriti e i non favoriti che non sperano più di diventare favoriti.

Questa situazione - in qualunque caso - comporta divisione sociale, e dunque rancore e cattiveria generale.

Una guerra tra poveri utilissima per la politica clientelare.

Utilissima perchè queste divisioni tengono il "popolo" in uno stato di perenne "homo homini lupus" che favorisce il controllo da parte della politica clientelare. 

Ogni movimento collettivo che parte dal "popolo" viene infatti ostacolato sul nascere, perchè buona parte del "popolo" è composta da chi ha ottenuto un favore e ne attende un altro e da chi in qualche modo spera di ottenere prima o poi un favore. In altre parole, da membri della prima classe contrapposta alla seconda.

Questo è "dividi e comanda" all'ennesima potenza, cinico e raffinatissimo.

Si fa leva sulla prospettiva egoistica delle persone, mettendole l' uno contro l'altro e annullando ogni senso di collettività. Gli unici che hanno voce in capitolo nelle faccende collettive sono i potenti, o meglio gli esponenti della politica clientelare, la cui chiave di tutto diventa il favore - e il privilegio più o meno temporaneo derivato dal favore.

III - SFRUTTAMENTO

Il clientelismo è sfruttamento del disagio sociale per scopi elettorali. 

Il clientelismo PROSPERA sul disagio sociale. 

La politica clientelare non ha nessuno interesse per lo sviluppo sociale del proprio territorio. 
Anzi. 

Il disagio sociale è la pre-condizione della politica clientelare. 


Quindi la politica clientelare ha tutto l'interesse perchè il disagio rimanga disagio.

Fondamentali, infatti, nel sistema clientelare, sono quelle situazioni di bisogno e di necessità che rendono importantissimo di volta in volta il "favore" da parte della politica clientelare - e il privilegio più o meno temporaneo derivato dal favore.

Se dietro un favore non c'è un bisogno reale, allora neanche vale la pena farlo, perchè senza riconoscenza non si fa nessun favore.

La riconoscenza serve ad assicurare alla politica clientelare che a un favore corrisponda, a tempo debito, un corrispettivo
Come per esempio, durante un'elezione, un voto, o l'impegno a far votare un determinato candidato a un determinato numero di persone. Il favore è uno degli indizi più comuni di controllo del voto.

Perchè ci sia riconoscenza, ripetiamolo, il favore deve soddisfare un bisogno reale.

Ci dev'essere BISOGNO di quel favore, deve arrivare come la manna dal cielo. Bisogna ringraziare chi t'ha fatto il favore. Bisogna sbracciarsi, poi, a tempo debito, per ripagare chi t'ha fatto il favore con il corrispettivo.

Ma se non c'è il bisogno, salta tutto.

La politica clientelare, dunque, logicamente, ha tutto l'interesse perchè i bisogni reali della popolazione rimangano intatti, e anzi aumentino.

Fondamentale, inoltre, è IL PRECARIATO - inteso in senso lato - su cui la politica clientelare costruisce il proprio sistema ricattatorio. Le situazioni in bilico, i forse e i vedremo, i contratti a termine, il lavoro nero senza nessuna garanzie. Il non essere mai sicuri che il privilegio - derivato dal favore - possa durare nel tempo. 

Il precariato è il coltello dalla parte del manico per la politica clientelare, che ha il potere di elargire favori come di negarli, di prolungare e di interrompere a propria discrezione le situazioni di privilegio.

In questo modo l'incertezza e il precariato fungono da INCENTIVO - altrimenti detto: pepe al culo - per colui che ha ricevuto il favore e non sa quanto può durare la propria situazione di privilegio

Incentivo per darsi da fare per corrispondere, a tempo debito, il corrispettivo richiesto dalla politica clientelare.

Per semplificare, dunque:

1. Disagio sociale + precariato + speranza/illusione di un favore: sempre più voti pilotati ad ogni tornata elettorale.
2. "Vuoi un lavoro? Vuoi continuare a lavorare? Allora fammi arrivare 10 voti"

IV - COME SE NON CI FOSSE UN FUTURO

Il clientelismo utilizza fondi pubblici per scopi privati, elettorali, per il potere fine a sè stesso, per l'arbitrio e il controllo dei voti da parte della politica clientelare.

Il clientelismo è stato il metodo di governo della Sicilia degli ultimi 30 anni, da quando l'agricoltura è andata in crisi e la Sicilia non ha più avuto un'economia.

Il clientelismo è un sistema parassitario che ha saccheggiato per 30 anni le casse pubbliche, come se non ci fosse un futuro, e che di fatto ha ostacolato la creazione di qualunque economia in Sicilia.

A causa del clientelismo, la politica clientelare che ha governato la Sicilia negli ultimi trent'anni non ha amministrato i fondi pubblici e le strutture pubbliche per il bene pubblico ma soltanto per alimentare una rete di favori e controfavori, ricatti e controricatti, sempre più ramificata e complicata.

Una rete che ha avuto come unico obiettivo quello di portare avanti carriere politiche e sistemi di potere.

Una piovra che ha fatto bruciare tutte le risorse pubbliche che negli ultimi trent'anni potevano rilanciare la Sicilia, creare economia, dare un futuro a questa terra.

Un sistema ricattatorio e meschino che fa leva sull'egoismo, sulla povertà e sulle speranze della gente.

Il clientelismo è tra le cause principali del disastro economico e sociale della Sicilia.

E se dovrò emigrare un'altra volta dalla mia terra, se il lavoro nero e la disoccupazione scavano sempre più le facce della gente che mi cammina intorno, se la disperazione per il presente e il futuro non è mai arrivata a questi livelli, la colpa è pure del clientelismo e della politica clientelare che ha governato la Sicilia negli ultimi 30 anni.

NOTE

1) Lunedì 19 maggio, alle 18,50, il commissario straordinario Michela La Iacona firma il dissesto finanziario per il Comune di Bagheria. Leggi la notizia e i commenti su La Voce di Bagheria e su BagheriaNews. Leggi le dichiarazioni del candidato Di Stefano su BagheriaNews. Costa: "Il dissesto provocherà reazioni a catena". Vella: "Dopo il dissesto scelte coraggiose". Il Pd: "Basta speculazioni sul dissesto". Matera: "Dissesto atto dovuto". Il M5S: "A pagare devono essere i responsabili politici". Leggi pure: Dissesto, conseguenze. Intervista al dott. Benfante (La Voce di Bagheria). Dissesto, le conseguenze sui cittadini (Il Fatto Bagherese).


3) Conversazione tra Gianfranco Miccichè e Giuseppe Cruciani a La Zanzara, luglio 2013.

“Una volta mi ha fatto impressione ascoltare Giancarlo Galan dire nelle sue tre legislature nessuno gli aveva chiesto una raccomandazione. Mi sono impressionato perché dalle nostre parti ti chiedono un posto di lavoro ogni secondo, stanno morendo di fame tutti". 
"Lei ha mai raccomandato qualcuno?".
"Assolutamente sì, quando ho potuto farlo..., ma ho raccomandato soltanto gente disperata. In Sicilia c'è una quantità incredibile di gente che non campa e che ti chiede aiuti di tutti i tipi".


3-bis) Leggi pure qui: "L'isola dei raccomandati", luglio 2013 (LiveSicilia)

4) Bagheria, giugno 2014. Stravince Patrizio Cinque e il Movimento 5 Stelle. Leggi lo speciale di StupeFatti Blog. Alla vigilia dell'insediamento del nuovo sindaco ecco le prime conseguenze del dissesto. Aumentano al massimo tutte le tariffe e aliquote. 

5) Agosto 2014. Breve storia del voto di scambio (Roberto Alajmo). Breve storia del voto di scambio seconda parte. Sempre Alajmo, a settembre, pubblica un post sul tema. L'atlante del sottosviluppo. Dove si fa una considerazione illuminante. In Sicilia, i territori più sottosviluppati sono quelli che hanno prodotto realtà politiche più forti e durature (deputati campioni di preferenze e cose così), mentre quelli dove la politica non è mai stata "forte" risultano essere meno sottosviluppate. Paradosso meridionale, logica inversa, acrobazia semantica e allucinata che poteva verificarsi soltanto in una terra come la nostra, divorata dal clientelismo. 

8 commenti:

  1. Agammenone Il Re20 maggio 2014 12:37

    si bagheria è fallita a causa del clientelismo, della corruzione dei politici e dei dirigenti comunali e del tipico DNA di truffatori del Bagherese.

    Tutti sapevano della COINRES solo che si voltavano dall'altro lato. i dirigenti comunali conoscono bene quali sono le speculazioni edili preventivate e non muovono un dito. io non sono un grillino ma le mie idee sono grilline.

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  2. Giuseppe Manzella20 maggio 2014 12:58

    Condivido tutto... i cittadini devono farsi un esame di coscienza... loro vanno a votare di volta in volta... e sempre loro riportano al potere sempre le stesse persone...

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  3. Purtroppo dubito che (il popolo ndr) capirà...finché non si comprende che la consuetudine di evadere e aggirare le leggi non è legge non andremo da nessuna parte. Ho visto e letto cose allucinanti in questa campagna elettorale...basti pensare che fino a sabato qualcuno ancora sosteneva che vi fosse la possibilità di un piano risanamento...per molti la legge é solo polvere da nascondere sotto il tappeto, ma si sa che prima o poi si accumula.

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  4. Antonio Belvedere20 maggio 2014 15:47

    "(…) se dovrò emigrare un'altra volta dalla mia terra, se il lavoro nero e la disoccupazione scavano sempre più le facce della gente che mi cammina intorno, se la disperazione per il presente e il futuro non è mai arrivata a questi livelli, la colpa è pure del clientelismo e della politica clientelare che ha governato la Sicilia negli ultimi 30 anni ". Mi piace molto questo tipo di giornalismo, non sensazionalistico, non legato agli scoop o alla cronaca scandalistica, ma analitico, informativo e formativo. Dunque leggete e diffondete….!!!

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  5. Antonina Tarantello22 maggio 2014 10:45

    La cosa tragicomica, ma ci sarebbe solo da piangere, e' che gli stessi consiglieri che non hanno fatto quello che dovevano fare, ora si ripresentano davanti ai bagheresi( che li rivoteranno),con il didietro al posto della faccia. I primi della fila sono quelli che non contenti si presentano candidati a sindaco.Cose da pazzi!!!!!

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  6. Per la cronaca (ci sarà tempo per altro...): oltre agli esposti inoltrati alla Corte dei Conti e Ass.to Enti Locali su cosa realizzato negli ultimi 2 anni dall'Amm.ne bagherese, informo che esiste un documento scritto e firmato da (credo) almeno 6 consiglieri nel quale si richiedeva urgentemente di portare in aula consiliare il dissesto dell'Ente in considerazione di quanto scriveva la Corte dei Conti e, soprattutto, per la manifesta incapacità dell'Amm.ne di portare in aula un Piano di risanamento credibile o anche solo tecnicamente corretto.
    A posteri l'ardua sentenza ...
    Grazie!

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    1. 6 consiglieri. Sono posizioni singole (ai posteri l'ardua sentenza sui singoli) Ma il consiglio, come assemblea, non ha voluto dichiarare il dissesto, o no?

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    2. Nino Fricano hai ragionissimo! ma comunque, ecco il link col documento che è stato ignorato ... uno dei tanti!

      http://apuleo81.jimdo.com/rassegna-stampa/la-corte-%C3%A8-alla-fine-dei-conti/

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