martedì 18 marzo 2014

Appunti per scappare da questa Sicilia: fiumi di gente ai funerali dei mafiosi


I mafiosi non sono i cattivoni gangster che vivono nel loro mondo a parte. I mafiosi in genere, di qualunque tipo di mafia parliamo, sono gente che regge le fila, principalmente dell'economia locale, dei giri di soldi, dei business e del lavoro. I mafiosi in altre parole sono persone da cui dipende il destino di una moltitudine di altre persone che devono lavorare e dunque campare, e - di riflesso - di una moltitudine di famiglie, bambini, anziani, bocche da sfamare, tasse da pagare, lastrici da evitare. Ora ci si stupisce perchè a Palermo - alla Zisa - il cordoglio per la morte di un mafioso - ammazzato mercoledì scorso - si esprime in forme palesi e rituali come il corteo funebre affollatissimo, le saracinesche dei negozi abbassate, il fiume di gente, l'applauso fragoroso e perfino il gonfalone di una confraternita religiosa in bella vista (1). In realtà non c'è niente di cui stupirsi, visto che i mafiosi sono - ancora e purtroppo - imprescindibili rappresentanti del Potere, centri nevralgici di una fitta rete di contatti lavorativi e imprenditoriali, individui che reggono tante fila e da cui dipendono tanti destini. L'immagine del funerale del mafioso in pompa magna è una cifra dell'essenza e della rappresentazione del Potere in Sicilia. Ci sarebbe da fare un elenco - ordinato storicamente - di eventi di questo genere. Il primo che mi viene in mente sono i funerali di Tommaso Scaduto (2), boss di Bagheria, morto d'infarto a 48 anni nella sua casa in via Roccaforte. Era latitante ma la cosa non importò tanto alla popolazione di Bagheria e soprattutto alla sua classe dirigente. Ai suoi funerali - tenutisi il 10 aprile 1980 - parteciparono sindaco e giunta, gran parte dei notabili del paese e centinaia di persone di tutte le estrazioni sociali. Il feretro fu condotto verso il cimitero su una Rolls Royce nera. Al funerale c'era perfino una tv privata incaricata alle riprese e il rispetto generalizzato si materializzò sotto forma di centoquaranta ghirlande di fiori.
Il figlio di Tommaso Scaduto, Pino Scaduto, è stato arrestato nel 2008 con l'accusa di essere il reggente della famiglia mafiosa di Bagheria (3). Il successivo reggente di Bagheria - a quanto dicono le cronache dei giornali - fu designato da Scaduto stesso dal carcere, alla faccia del 41 bis. Qualche giorno fa ho letto l'ultimo numero di "S", un mensile che pubblica molte intercettazioni e verbali integrali riguardanti i fatti di mafia siciliana. Questa volta c'erano le dichiarazioni del neo-pentito Sergio Flamia di Bagheria (4). Mi sono messo a leggere fuori, al sole, su una spiaggia, con davanti il mare stupendo di una giornata scintillante, i gabbiani che volavano (5), il vento leggero carico di salsedine e tutte quelle belle cose che fanno amare la Sicilia eccetera eccetera. Niente da fare, però, l'angoscia mi ha preso lo stesso, una tenaglia che mordeva braccia e gambe. Leggendo le dichiarazioni di Flamia mi è venuta voglia di alzarmi e farmela a correre fino allo stretto di Messina e poi buttarmi a mare e scappare a nuoto da questo inferno di Isola (7). Flamia ha confermato infatti per l'ennesima volta le ennesime cose. Che questi mafiosi hanno gli occhi aperti su tutto ciò che produce redditto e le mani in pasta praticamente dovunque e che il reggente della famiglia mafiosa - il vecchietto di turno, uomo benvoluto da tutti e per tutti immancabilmente "un grande lavoratore" - si incazza se apre un esercizio commerciale senza che lui ne sia informato e che intimidazioni e pizzo sono una cosa normalissima e che non c'è Potere che - giunto a un certo livello - non debba fare i conti con l'organizzazione mafiosa. La solita storia di un solido marciume che sembra impossibile da sciogliere e far andare via, perchè non c'è la volontà, il coraggio e l'energia ma soprattutto perchè quelli che hanno potere decisionale sono tutti ricattabili e in linea di massima sono tutti ricattati in vario modo. Poi mi dico che senso ha parlare di Italia e di politica senza tenere in conto di tutto questo - che riguarda palesemente tutto il Meridione e chissà in quali modi occulti pure gran parte del Nord - mi chiedo questo e tante altre cose e la voglia di farmela a correre fino allo stretto di Messina e poi buttarmi a mare e scappare a nuoto da questo inferno di Isola, beh, questa voglia qui si fa sempre più grande. 

Note

1) Leggi la cronaca sull'evento su Repubblica Palermo, a firma di Salvo Palazzolo.  (La foto del post è tratta dall'articolo di Repubblica).

2) Breve biografia di Tommaso Scaduto: 1962, Scaduto finì in galera per l'omicidio di Giacinto Puleo, mezzadro del latifondo dei costruttori Notaro. Il mezzadro non voleva lasciare il suo giardino di limoni. Nel 1967 fu sospettato di aver partecipato alla strage di Locri (tre ortofrutticoli uccisi tra la folla). Da queste accuse fu assolto. Esponente di spicco della famiglia di Bagheria, nel 1979 partecipò al sequestro dell'industriale Montanari. Fu emesso un mandato di cattura, ma Scaduto era irreperibile. Visse un anno di latitanza a Bagheria, poi muore di cause naturali nel suo letto, nell'abitazione dei suoi genitori in via Roccaforte.

3) Gli articoli sull'arresto di Scaduto e vicende collegate su 90011.it, defunto notiziario online dentro cui ho imparato a scrivere. 1 - Pino Scaduto, il bosso mediatore; 2 Scaduto di Bagheria e la restaurazione di Cosa Nostra; 3 - "Tremila euro per ogni appartamento", Bagheria nella morsa del racket; 4 - L'asse Scaduto-Mineo al centro della nuova Cosa Nostra

4) Alcune dichiarazioni di Flamia sono state riprese da Bagheria News qui, quiquiqui.

5) "I gabbiani volano sul mare, i gabbiani volano sulla discarica" (cit. una canzone dei Management del dolore post-operatorio)

6) Il blog Apertura a strappo pubblica il post del giovane Hubert Pennino. Preziosissimo: "C'è chi non ci crede, ma, ahimé, hanno ricominciato. Si, proprio così. Hanno ricominciato a sparare e a sporcare di sangue i nostri marciapiedi. C'è chi dice che dagli arresti di Riina e Provenzano la mafia non ci sia più. E invece cazzate. C'è eccome. C'è ma è più debole in senso balistico ma fortissima in senso economico, di fatti è ricchissima. Solo che, adesso, col fatto di mercoledì stanno diventando forti come prima anche in senso bellico, e ci ridaranno paura, e ci ridaranno terrore e lunghissime pagine di cronaca nera. E io che ho sempre pensato di essere scampato agli anni '80 e '90 adesso ho tanta paura, io alla Zisa ci abito. E adesso mi chiedo se ce l'avranno ancora con lo Stato. E adesso mi chiedo se ogni 3 giorni in qualche chiesa ci sarà un funerale. E adesso mi chiedo se ritorneremo ai presidi dell'esercito agli angoli delle strade ed ai cambi di guardia tra i giudici istruttori al Tribunale. Io adesso ho tantissima paura. Paura per me, di poter stare anche per sbaglio in mezzo a qualche raffica di piombo. Paura per la città, per i miei genitori, per tutti. Perché questi qua, riemergono dalle fogne, e non s'estinguono mai. Come gli scarafaggi".

6) Curioso aggiornamento, fine aprile 2014. Scrive Alessandra Zaniti su Repubblica. "Il 17 marzo, tra via Eugenio L’Emiro e la chiesa della Madonna di Lourdes a Piazza Ingastone, ad osservare con grande attenzione il corteo di oltre 600 persone venute a piangere per Giuseppe Di Giacomo, ucciso da sicari lo scorso 14 marzo erano in tanti. C’erano gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo ma c’erano anche i vertici del mandamento di Porta Nuova a controllare presenti e assenti al funerale del reggente della famiglia più potente di Cosa nostra palermitana. Quattro assenze “non giustificate” furono registrate e immediatamente sanzionate con una sorta di “sospensione”.". Leggi qui l'articolo integrale. 

7) Aggiornamento 5 maggio. I boss della Zisa dal carcere raccolgono fondi per le processioni (Repubblica).

8) A proposito di Scappare dalla Sicilia: Aprile 2014. "Fuga dal Sud. Dal 2001 persi 420mila abitanti" (SiciliaInformazioni). Maggio, i dati su quelli che fuggono da Palermo (Balarm)Agosto 2014. Scappano tutti da Palermo, la città italiana che si è svuotata di più. Persi 30mila residenti in 10 anni (SiciliaInformazioni). 

8-bis) "Dalla Sicilia non si va via, si fugge a gambe levate", Ferdinando Scianna. Leggi qui

9) Luglio 2014. I funerali di Turi Leanza, a Catania, la bara portata a spalla per le vie principali della città. Leggi su LiveSicilia. 

10) 28 luglio 2014. Palermo, Ballarò, processione si inchina davanti alla residenza boss detenuto (Resapublica).  Il post e i commenti su Rosalio.


11) 5 giugno 2015. Da Facebook. 
La #mafia, in provincia di #Palermo, fa parte della classe dirigente da più di due secoli. Dove c'è potere c'è mafia. La nostra mafia è la più antica e radicata di tutto il mondo, ha sempre avuto un rapporto organico con il potere politico ed economico, più delle altre province siciliane, più degli Usa, più di Napoli e Bari, più di Roma e Milano (Ieri ho sentito, da una signora perbene, una vecchia bacucca professoressa in pensione, oppure moglie di un qualche dirigente regionale, durante un dibattito sulla mafia: "Si, però a Milano c'è pure la mafia, mica solo a Palermo". Che gran minchiata da gente fuori dal mondo). 
Se non si capisce che importanza hanno gli imprenditori e di coloro che reggono le fila di tantotanto denaro - come Raspanti, imprenditore edile di #Bagheria e padrone del GELATO IN, che se non sbaglio era pure nella dirigenza del BAGHERIA - non si capisce cos'è la mafia. 
E hai voglia di fare manifestazioni antimafia, slogan, foto su Facebook, lamafiaèunamontagnadimerda eccetera eccetera. Tutte parole al vento.
La notizia è questa.

4 commenti:

  1. Complimenti per il coraggio nel raccontare fatti di cui purtroppo ancora nel 2014, dopo i tanti martiri avuti in Sicilia, si verificano quotidianamente nella nostra amata terra.
    Il vero coraggio, però, non sta solo nel raccontare la cruda realtà ma nel cercare di cambiarla, senza ovviamente scappare a nuoto. Ma immagino era solo una provocazione.
    Buon lavoro

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    1. Che significa: ancora nel 2014? Siamo messi meglio che negli anni '60 e '80? E se si, perchè?

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  2. Giuseppe Ericci22 marzo 2014 10:55

    La scrittura è molto buona ma c'è troppa disperazione e scoraggiamento, non mi piace. Io non sono un siciliano ma ho molti amici del sud, c'è una voglia di vivere grandissima tra la gente di quei posti. Questo pessimismo di Fricano invece è terribile, e se Fricano è un giovane - come sembra di essere dai suoi scritti - dovrebbe guardare alla vita con più ottimismo.

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  3. Da palermitano mi vergogno di questo, vorrei tanto scappare lasciare tutto questo schifo alle mie spalle...
    Mafiosi di merda avete rovinato tutta la Sicilia

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